L'osservanza delle prescrizioni mediche

Oltre la metà dei medicinali prescritti dai medici non sono mai utilizzati, o solo per un periodo molto breve. Questa constatazione può sembrare sorprendente, ma è veridica. Anche le persone malate, o in pericolo di morte imminente hanno la tendenza a non assumere le loro medicine, o a ridurne la dose in modo pericoloso per la salute.

Esempi:
- circa il 15% delle confezioni dei farmaci non vengono mai aperte, e un altro 25% vengono appena iniziate.  
- il 20% delle persone che soffrono di disturbi cardiaci non prendono le medicine ipolipemianti che sono loro prescritte
- fra i diabetici, il 36% delle persone assume una dose insufficiente di medicine ed il 9% non prende niente.
- Fra gli adolescenti portatori del virus HIV, il 79% ha interrotto almeno una volta il trattamento seguito.

È evidente allora la ragione per cui l'osservanza delle prescrizioni mediche (per gli inglesi preferiscono usare il termine « compliance », senz'altro di orgine francese) sia diventato da qualche anno un oggetto di studio à sé solo. Oggi, si cerca di addolcire i termini: l'obiettivo non è più quello di ottenere una sottomissione completa e senza riserve del paziente agli ordini del medico. Attraverso delle discussioni da pari a pari, si spera di arrivare ad un accordo fra i punti di vista del paziente e del medico, attraverso un' "educazione terapeutica del paziente".   
Se alcuni comportamenti possono sembrare sorprendenti, non per questo devono essere considerati come irrazionali. Gli scienziati sanno ormai che alcuni trattamenti hanno più possibilità di altri di essere seguiti :

- l'osservanza dipende dal numero di pastiglie da prendere (in genere l'88% dei pazienti assume regolarmente le proprie medicine se ne deve prendere una al giorno, ma solo il 39% riesce a seguire un trattemento che prevede 4 pastiglie al giorno).
- l'osservanza è più facilmente rispettata se il trattamento ha un effetto positivo che può essere percepito rapidamente
- l'osservanza è più facilmente rispettata se il paziente ha una buona immagine ed una stima adeguata di sé.  
- l'osservanza è più facilmente rispettata se la famiglia che circonda il paziente si mostra comprensiva verso di lui e se lo sostiene.
- se il paziente percepisce la propria malattia come grave e il farmaco come efficace, l'osservanza della prescrizione sarà più regolare.
- le malattie "silenziose" che necessitano cambiamenti importanti del comportamento e delle abitudini sono spesso legate ad una cattiva osservanza.
- quando il paziente si considera soddisfatto del trattamento può essere tentato di interromperlo in maniera improvvisa dal momento in cui a l'impressione di star meglio.


La maggior parte degli studi sull'osservanza delle prescrizioni mediche trattano del diabete, delle malattie cardiovascolari e di problemi psichiatrici. Nonostante la sua ricaduta importante per la salute pubblica, l'osservanza nell'ambito delle terapie farmacologiche per smettere di fumare è ancora poco studiata. Tuttavia, poche fra le persone che vogliono smettere di fumare si affidano ai sostituti nicotinici e, se ne assumono, hanno la tendenza a prenderne dosi troppo basse ei per periodi troppo brevi perché il trattamento si riveli efficace.    

La sigaretta, invece, è immune da questo genere di problemi. È affascinante persino, osservare fino a che punto i fumatori siano "osservanti" rispetto a questo prodotto: non passa un giorno (o un'ora, per alcuni) senza fumo. Certo, la dipendenza è coinvolta in questo fenomeno, ma non basta a spiegare tutto. Ora, la maggior parte di questi stessi fumatori, quando penseranno di smettere di fumare, vorranno fare a meno dei sostituti nicotinici benché la loro efficacia sia stata provata e benché siano molto meno pericolosi delle sigarette. Secondo il punto di vista dell'equipe dell'associazione stop-tabac.ch, la soluzione deve passare attraverso una migliore informazione del pubblico.

Riferimenti

Thérapie cognitivo-comportementale d'une patiente diabétique n'adhérant pas à son traitement médical. P Gomez, P Phillipot. Questo studio belga presenta un buon riassunto delle questioni legate all'osservanza delle prescrizioni mediche e delle teorie psicologiche di Prochaska, di  Di Clemente  e di Leventhal (per altro, il caso trattato è particolarmente difficile).

Evaluer l'éducation thérapeutique: un défi? JF d'Ivernois, Médecine & Hygiène, 1377 (2004)

 

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